MukululuMukululu è un villaggio, situato a 2000 metri di altitudine, la cui economia
dipende quasi esclusivamente dalle piantagioni di tè che lo circondano. E'
evidente, quindi, come il problema idrico sia di fondamentale importanza: alla
stagione delle piogge si susseguono lunghissimi periodi di siccità, che mettono
a repentaglio la sopravvivenza della popolazione locale e prostrano l'economia.
Fratel Giuseppe Argese è a Mukululu dal 1970 e in questi anni, con abnegazione
e ingegno, ha dato vita ad una colossale opera idraulica, un acquedotto lungo
270 chilometri che disseta centinaia di persone. Ora l'acquedotto non basta più,
occorre costruire dighe e bacini per raccogliere l'acqua ed utilizzarla nei
periodi di siccità: un impegno economico rilevante, che necessita del sostegno
di tutti.
"Kenya, il missionario dell'acqua. Un'impresa colossale", titolava il Corriere della Sera, 11 gennaio 1998, presentando i 270 chilometri di acquedotto realizzati da un missionario della Consolata, fratel Giuseppe Argese, e dalla gente del luogo. Un'opera iniziata nel 1966 dopo l'appello di un altro missionario, padre Franco Soldati, che aveva bisogno di acqua per il ricovero dei bambini poliomelitici di Tuuru. Argese cominciò ad esplorare le sorgenti del torrente Mwamba, fece misurazioni e calcoli e, dopo aver convinto il vescovo di Meru della fattibilità del progetto, lo incominciò, raccogliendo fondi e contributi. Una colossale opera idraulica che ha suscitato l'interesse di tecnici e giornalisti di ogni parte del mondo, nata dalla abnegazione e dal genio di un missionario di poche parole (non a caso lo chiamano "Mukiri", il silenzioso) e molti fondamentali fatti.
In questi ultimi tempi le preoccupazioni sono aumentate, l'acqua è calata di un quinto in 3 anni e c'è bisogno dell'aiuto di tutti noi. Per contribuire:
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