Il Kenya


Superficie: 582.646 kmq
Popolazione (censimento 2007): circa 31 milioni (tasso di incremento annuo: 2,9%)
Capitale: Nairobi (2,5 milioni di abitanti) 

Principali gruppi etnici: Kikuyu, Luhya, Luo, Kamba, Kalenjin, Kisii, Meru, Mijikenda, Turkana, Masai, Pokot, Borana, Samburu, indopakistani, europei , arabi 

Lingue parlate: La lingua ufficiale è lo swahili, ma l'inglese è parlato ovunque. Gli indigeni parlano il kikuyu e i vari dialetti locali. 

Bantu speaking: Western Bantu: Luyia, Gusii, Kuria. Central Bantu: Akamba, Kikuyu, Embu, Meru, Mbere, Tharaka. Coastal (Eastern) Bantu: Swahili, Mijikenda, Segeju, Pokomo, Taita, Taveta. 

Nilotic Speaking: Plains (Eastern) Nilotic, Maasai, Samburu, Turkana, Teso, Njemps, Elmolo. Highland Nilotic (Kalenjin group): Nandi, Marakwet, Pokot, Tugen, Kipsigis, Elkony. Lake-River Nilotic: Luo.  

Cushitic Speaking: Southern Cushitic: Boni. Eastern Cushitic: Somali, Rendille, Orma, Boran, Gabbra

Ordinamento politico: Repubblica presidenziale aderente al Commonwealth

Economia: l'agricoltura per esportazione produce caffè, tè, ananas, piretro, fiori, ecc. Il turismo porta 200 milioni di dollari di valuta pregiata all'anno

Indice di sviluppo umano: 0,481 (130° posto su 174 paesi)

Analfabetismo: 31%

Il Kenya è una nazione dell’Africa orientale, famosa per i suoi parchi e per le spiagge che si affacciano sull’Oceano Indiano. Nonostante la valuta pregiata portata dal turismo, la maggior parte della popolazione manca dell’indispensabile per condurre una vita dignitosa. Il 75% degli abitanti si occupa di agricoltura, ma il latifondo e l’accaparramento delle terre migliori da parte delle multinazionali che commerciano frutta, verdura e fiori lasciano poco spazio all’agricoltura di sussistenza, fonte di vita per la popolazione. I contadini del Kenya possiedono solitamente pochi ettari di terra, insufficienti al sostentamento della famiglia, i giovani emigrano dalle campagne alla ricerca di un lavoro redditizio in città e finiscono ad ingrossare le fila dei miserabili delle baraccopoli, che s’espandono alla periferia di Nairobi e delle altre grandi città del Kenya. Il tasso di crescita della popolazione contribuisce ad aggravare la situazione.

Di conseguenza, a Nairobi, è rilevante il fenomeno dell’economia informale o sommersa, che arruola i soggetti deboli e privi d’istruzione, le donne ed i bambini, per svolgere i lavori più degradanti.

Oggi in Kenya arrivano molti turisti stranieri, attratti dalle numerose bellezze del Paese. 

Indipendente dal 1963, fa parte del Commonwealth britannico.
La moneta è lo scellino kenyota, ma il turista farà bene ad arrivare con dollari americani. 
 

La differenza oraria è di due ore in più rispetto all'Italia, una quando è in vigore l'ora legale. Le ore di volo da Roma a Nairobi sono 7 (la distanza in linea d'aria è di 5.400 km).

Clima: gennaio-febbraio e luglio-ottobre sono i periodi più indicati per visitare il Kenya, perché si evitano così le due stagioni delle piogge. La temperatura nelle zone delle riserve è di 25-26 gradi in gennaio e febbraio e di 21-25 gradi da luglio a ottobre. Sulla costa la stagione secca va da agosto a marzo, ma agosto e settembre sono i mesi migliori perché si evita il gran caldo, che raggiunge il massimo da dicembre a marzo, con temperature diurne che vanno ben oltre i 30 gradi. Nella zona del lago Vittoria le temperature sono in generale sempre più elevate, così come l'umidità, e piove di più che sull'altopiano centrale.

Le principali precauzioni igienico-sanitarie riguardano la malaria, la febbre gialla e il colera.