Cena 18 Settembre 2002 - La stampa


Prima della cena...

Il Resto del Carlino - 17 Settembre 2002

Sassuolo - Cena di Beneficenza

SASSUOLO — La cena dell'«Ithanga gang» per sostenere l'adozione a distanza di Julius Wagoco Maina, un bambino che vive nella baraccopoli di Sagana (Kenya), si tiene domani alle 20,30 al ristorante-pizzeria 'L'Incontro', in Via Circonvallazione Sud 29. Il menù tradizionale emiliano sarà a offerta minima di 20 euro a persona. Se ci siamo in tanti, oltre a divertirci e mangiare bene, siamo sicuri che Julius andrà a scuola e avrà un'aspettativa di vita di altri quattro anni.

 

La Gazzetta di Modena - 17 Settembre 2002

DOMANI SERA
Cena benefica per un bambino

Domani sera al ristorante "L'Incontro" di via Circonvallazione sud 29 (ex pizzeria "La Scala"), si terrà una cena benefica a favore della adozione a distanza di Julius Wagoco Maina, un bambino che vive nella baraccopoli di Sagana, in Kenia. Prenotazioni al numero 0536-98.10.67.

 

... e dopo la cena

Il Resto del Carlino - 21 Settembre 2002

A cena per aiutare il piccolo Julius

Sono 1775 gli euro incassati ieri sera alla cena per l'adozione a distanza di Julius Wagaco Maima, un bambino che vive nella baraccopoli di Sagana, in Kenya. L'Ithanga gang, gruppo di volontariato impegnato nelle adozioni a distanza, ha promosso una cena per raccogliere fondi destinati al presente e al futuro di Julius: con estrema sensibilità i gestori del ristorante pizzeria «L'Incontro» di Sassuolo hanno offerto una cena di tutto riguardo a base di pesce, devolvendo l'intero incasso della serata per l'adozione a distanza di Julius. Un gesto di solidarietà a cui hanno contribuito anche alcuni fornitori del ristorante: Ristofresco, Cantina sociale Pezzuoli, Dial, Metro, Latteria Mortaretta e Lavanderia Silvana. Presente alla serata anche il sindaco di Sassuolo Laura Tosi, da tempo impegnata nell'Ithanga gang dopo un'esperienza personale di alcune settimane in Africa. Laura Tosi ha ringraziato Luca e Tino, i gestori del locale, per la generosità e la sensibilità dimostrata, ma anche tutti gli intervenuti che hanno contribuito con la loro offerta ad aiutare un bambino e i suoi sette fratelli a sopravvivere. Il caso di Julius, davvero drammatico, era stato segnalato da Padre Pietro Baudena in occasione dell'ultimo viaggio di alcuni volontari dell'Ithanga gang in Kenya. Una delle volontarie, Monica Filaferro, che ha avuto modo di conoscerne personalmente la situazione, sottolinea: «Le condizioni di vita nella baraccopoli sono per noi difficilmente immaginabili: fogne a cielo aperto, baracche di pochi metri quadrati nelle quali vivono anche dieci persone, condizioni igienico-sanitarie terribili. Situazioni che, una volta viste, è davvero difficile dimenticare. Anche per questo siamo molto grati ai gestori del ristorante L'Incontro che hanno di fatto adottato a distanza Julius e la sua famiglia e a quanti hanno voluto partecipare alla cena».

La Gazzetta di Modena - 23 Settembre 2002

Quasi 2mila euro per l'adozione del bimbo keniota

Sono 1775 gli euro incassati alla cena per l'adozione a distanza di Julius Wagaco Maima, un bambino che vive nella baraccopoli di Sagana, in Kenya. L'Ithanga gang, gruppo di volontariato sassolese impegnato nelle adozioni a distanza, ha promosso una cena per raccogliere fondi destinati al presente e al futuro di Julius: con estrema sensibilità i gestori del ristorante pizzeria L'Incontro di Sassuolo hanno offerto una cena di tutto riguardo a base di pesce, devolvendo l'intero incasso della serata per l'adozione a distanza di Julius. Presente alla serata anche il sindaco di Sassuolo Laura Tosi, da tempo impegnata nell'Ithanga gang dopo un'esperienza personale in Africa.
Il caso di Julius, davvero drammatico, era stato segnalato da Padre Pietro Baudena in occasione dell'ultimo viaggio di alcuni volontari dell'Ithanga gang in Kenya. Una delle volontarie, Monica Filaferro, che ha avuto modo di conoscerne personalmente la situazione, sottolinea: «Le condizioni di vita nella baraccopoli sono per noi difficilmente immaginabili: fogne a cielo aperto, baracche di pochi metri quadrati nelle quali vivono anche dieci persone, condizioni igienico-sanitarie terribili».