AFRICHARAMBEE di Carsoli (Aq)


Ithanga ha ormai amici in tutta Italia! Anche a Carsoli, in provincia de L'Aquila si è costituita un'associazione AFRICHARAMBEE ONLUS MISSIONE ITHANGA, le cui attività sono rivolte a sostenere progetti per aiutare la popolazione di Ithanga.

 

Questa la brochure di presentazione dell'Associazione:

La Missione Ithanga

Ithanga, che in kikuyu significa sabbia, è una  missione che si trova nell'entroterra kenyano, essa copre un vasto territorio che si estende ad un centinaio di Km a nord di Nairobi ed ha una popolazione di circa 30.000 persone.

La terra non offre grandi risorse la sopravvivenza di questa  gente dipende dal raccolto dei campi, aridi e mal coltivati.

Nelle stagioni più piovose il raccolto garantisce il minimo indispensabile per vivere, ma non a tutti.

Si muore  per fame, ma anche a causa di terribili malattie come a.i.d.s. e malaria, la cui diffusione è favorita da condizioni igienico-sanitarie tali da non permetterci neanche di farcene una pallida idea.

La nostra associazione è nata da un gruppo di amici, con lo scopo di adottare il villaggio di Sant'Elena  che si trova nella missione ed è uno di quelli che versa nelle peggiori condizioni.

Manca il cibo, l'acqua, i medicinali, l'elettricità, le fogne, manca tutto!

C'è solo una scuola in tutta la missione, una piccola capanna senza pavimento, pochi i bambini che la frequentano, quelli che muoiono ogni giorno sono molti di più.

L'esperienza del nostro amico il giovane medico Vittorio Martorelli,  che attraverso l'associazione San Martino di Bologna ha lavorato due mesi ad Ithanga con Medici Senza Frontiere, ci ha avvicinato ad una realtà verso la quale non si può restare indifferenti, soprattutto sapendo che basterebbe un piccolo gesto da ognuno per poterla realmente cambiare. 

 

Obiettivi

La nostra associazione è strutturata in due settori.

Il primo si occupa di promuovere e curare il programma di adozioni a distanza.

Il secondo si occupa di portare avanti una serie di progetti organici su base pluriennale, finalizzati  allo sviluppo del villaggio nella sua globalità.

Il primo progetto è quello che riguarda la costruzione di alcuni pozzi nel villaggio, essendo l'acqua la priorità assoluta.

Ad Ithanga c'è un solo pozzo funzionante ed anche se nel sottosuolo sono presenti alcune falde acquifere, non ci sono soldi per pagare la manodopera.

Il nostro progetto prevede l'utilizzo della manodopera locale, organizzata in una sorta di cooperativa e di quelle stesse tecniche di scavo che venivano usate negli anni passati in Italia.

I pozzi verranno scavati a mano in quanto utilizzare le trivelle significherebbe sostenere i costi di affitto e di trasporto da Nairobi che sarebbero enormi, un paio di pozzi verrebbe infatti a costare almeno 55.000 euro.

Scavando con questo sistema invece, il costo di un pozzo si riduce a circa 2.000 euro compresa la fornitura del  materiale necessario, come cemento ed attrezzature, il tempo di realizzazione può variare dai dieci ai trenta giorni.

Per quanto riguarda la manodopera basti pensare che la giornata di un operaio del posto è ben retribuita con circa 1.50 euro.

I vantaggi del nostro progetto sono : creare lavoro nel villaggio, risparmiare notevolmente tempo e denaro, realizzare quindi un numero maggiore di pozzi.

Fornire acqua significa gettare le basi per un programma di sviluppo più articolato, ma soprattutto, nell'immediato, avere raccolti più abbondanti e migliorare notevolmente le condizioni igienico-sanitarie.

I lavori di scavo e realizzazione saranno seguiti direttamente sul posto dalla nostra associazione e dai nostri amici dell'associazione onlus San Martino di Bologna,  che ormai da molti anni si occupa di Ithanga ,  ma soprattutto dalle suore dell'ordine delle "Piccole Ancelle del Sacro Cuore",  presenti ad Ithanga dal 1994 su richiesta di Sua Eminenza il Card. Camillo Ruini.

L'obiettivo è quello  di veder crescere sani quei bambini, lavorando nello stesso tempo per migliorare le condizioni  di vita nel villaggio.

La cosa più difficile sarà abbattere le barriere create dall'indifferenza e dall'egoismo della nostra stessa società,  barriere che tutti abbiamo dentro.

Ma se Tu hai a cuore certe problematiche  sappi che ora hai uno strumento unico per fare qualcosa di concreto e mirato ma soprattutto per verificare anno dopo anno quello che abbiamo realizzato insieme.

Basta poco per veder trasformato un sogno in realtà e crederci è già molto.

Ass. AfricharAmbee

 

HARAMBEE

"Harambee è il motto dello stemma del Kenya. Quando, per esempio un matato (il "matato" è la vettura di servizio pubblico) si pianta nel fango, tutti i passeggeri scendono e chi ha la voce più forte ritma lo sforzo comune sillabando "HA-RAM-BEE", con un forte accento urlato sulla doppia E che segna il momento di sforzo comune. Senza questa harambee a volte anche i fuoristrada finiscono con i copertoni in fumo e il differenziale sgranato. A quel grido, ritmicamente ripetuto, invece, la vettura passo passo si tira fuori, ricoprendo di fango gli imperterriti soccorritori. Harambee vuole dire "rimbocchiamoci le maniche e facciamo insieme tutto quello che possiamo".

E' stata la parola magica che sotto la guida di Kenyatta, che la ritmava con il suo scacciamosche ha portato insieme la gente per tantissime realizzazioni popolari di prima necessità: costruzione di scuole, ospedali, chiese, centri raccolta the; per aiutare chi va a studiare all'estero, chi deve subire un'operazione costosa, chi è colpito da qualche calamità, ecc. Per l'harambee si fissa un obiettivo e una data, ci si prepara per mesi, si sensibilizza la popolazione, ci si tassa. Viene scelto un ospite d'onore che sia in grado di toccare il cuore e le tasche di coloro che soldi ne hanno, ma non sono facilmente accessibili. Si chiedono tutti i permessi, che non sono pochi. Il giorno stabilito per la grande assemblea fra canti, danze e discorsi, l'ospite d'onore invita i presenti a portare la loro offerta. E' in questo momento che si verificano le scene più simpatiche e, a volte, commoventi, specialmente quando si tratta di bambini o di anziani.

Harambee ne ho fatte tante e ci vado volentieri, soprattutto quando posso portare un bel malloppo annunciando: da parte dei miei amici di tutto il mondo ho raccolto... Vorrei che poteste assistere agli scrosci di applausi e acuti trilli con cui esprimono la loro riconoscenza"

Padre Giuseppe Richetti