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Il progetto di pozzi in missione
Il progetto realizzato - 2001Costruire
due pozzi, che forniscono acqua
ad un dispensario (piccolo
ospedale), alla scuola, che ospita centinaia di bambini, e alla gente. La svalutazione dello scellino contribuisce ad aumentare una spesa già poderosa. Fratel Gaetano Borgo, un tecnico della Consolata, che opera in Kenya da 40 anni, e un gruppo di esperti hanno ritenuto opportuna la perforazione di due pozzi, perché, dovendo spostare i macchinari da lontano per raggiungere Ithanga, su strade molto impervie, il costo di due pozzi comporta una minima spesa di differenza dall'uno pensato in partenza. Sono poi state trovate due vene diverse nell'area della missione. I pozzi saranno profondi 40 metri ciascuno. La roccia da perforare è durissima. Con le trivelle a disposizione si riuscirà a perforare un metro di roccia al giorno, per cui si impiegheranno poco più di due mesi. La spesa per queste operazioni si aggira sugli 8000 scellini per metro. Coloro che lavorano nella perforazione recepiscono dai 600 ai 700 scellini al giorno. Quando questa prima fase sarà terminata, subentrerà un'altra compagnia di lavoro per fare tutto il resto. La possibilità che ci ha dato l'associazione Spes di accogliere il pozzo di Ithanga nel proprio parco progetti, ci ha consentito di avere le agevolazioni fornite da una ONLUS, quindi anche il rilascio di ricevuta con possibilità di sgravio fiscale per chi offriva il proprio contributo.
Alcune persone di Cantiano si sono recate sul posto e hanno deciso di realizzare i pozzi. Un imprenditore, che desidera rimanere anonimo, ha offerto tutto il materiale tecnologico (pompe, cavi, generatore, interruttori, ecc.) coprendo una spesa di circa 50 milioni di lire. Sister Alice, Sister Nancy, Suor Elena e Sister Beata, poiché non è possibile farlo personalmente, ringraziano tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di quello che sembrava solo un sogno: potere aprire un rubinetto...
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