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Viaggio Estate 2002 - La stampa
Il Resto del Carlino - 12 Settembre 2002
Un viaggio in Kenya per aiutare il
popolo africano

SASSUOLO — Anziché Milano Marittima o Riccione, sedici ragazzi di Sassuolo
hanno trascorso il periodo delle ferie in Kenya. Non a Malindi, al mare, ma
girando, con due pulmini presi a noleggio, per le diverse missioni all'interno
del Paese africano, conoscendo religiosi, ma anche tanta gente del posto. Una
vacanza 'alternativa' di un gruppo che si è anche assegnato un nome, gli
'Ithanga Gang' (nella foto), giovani che hanno dovuto però affrontare diverse
vicissitudini e hanno voluto motivare pubblicamente questa esperienza. Andare in
Africa per portare soldi e solidarietà.
Annalisa, con quest'intervento, ha così spiegato le ragioni del loro impegno
inteso come arricchimento personale e di collaborazione. «La ragione del
viaggio è viaggiare, De Andrè ha ragione. Niente acquari per turisti, ma solo
realtà, quella che dà gusto proprio perché è vera, nel bene e nel male.
Abbiamo visitato e siamo stati ospiti di varie missioni: dalla savana, alla
foresta, alla baraccopoli. Ci siamo fermati a lavorare una settimana ad Ithanga.
Abbiamo conosciuto tante persone e situazioni che sembrano lontane, ma che ora
non ci lasciano più. Difficile dire cosa colpisca di più: forse i sorrisi, le
strette di mano, l'inondazione di bambini ovunque, il paesaggio, i contrasti,
l'attaccamento alla vita, nonostante tutto. Il valore della vita. Il valore di
una scatola che buttiamo via e che una suora corre a recuperare come porta
medicine. La scoperta di una persona sotto uno straccio. La speranza che sembra
densa e la voglia di stabilire relazioni. La delusione di non avere, di fatto,
niente da dare. Il bello di non avere niente da dire. L'idea era di portare
aiuti, il fatto è che li abbiamo ricevuti noi, per la nostra vita qui. Ma una
nota amara ci sembra degna di nota: siamo andati fino a Roma in corriera, perché
l'Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, non accettava i venti chili in più
d'aiuti che portava ciascuno di noi, se non dietro il pagamento di 20 euro a
testa. Abbiamo visto quanto un paio di scarpe possa cambiare una vita. Siamo
stati felici di sapere che un bambino non sarà corroso dalle pulci perforanti
grazie a quel paio di scarpe. Forse l'Alitalia dovrebbe viaggiare di più…».
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