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Kinshasa 14 Maggio 2003
Carissimi
Esattamente un anno oggi arrivavo a Kinshasa e cominciavo la mia avventura
congolese. La prima impressione e' che questo anno sia volato via molto veloce.
L'altra impressione riguarda il clima: In tutti questi mesi non ho avuto bisogno
di una coperta sul letto o di una camicia con le maniche lunghe o di indossare
una maglia. Ma e' un caldo sopportabile (del resto lo sopportano 6 milioni
di abitanti di Kinshasa). Sono diminuito di 5 chili ma dovrei ancora
perderne qualcuno per "tenere la linea".
La situazione trovata in Congo e' peggiore di quanto mi aspettassi. Un
paese messo in ginocchio da quasi cinque anni di guerra e milioni morti (parlano
di oltre 3 milioni, ma chi li puo' contare con precisione?). A Kinshasa,
che conta 5-6 milioni di abitanti, la disoccupazione e' generalizzata. I
pochi che hanno un lavoro vengono pagati poco e spesso ricevono il loro salario
dopo mesi. Il trasporto pubblico e' del tutto mancante, e la gente deve
spostarsi schiacciata in taxi e pulmini scassatissimi gestiti da privati. Il
recente grave incidente di un aereo in volo che perde 200 passeggeri (ancora non
si sa il numero preciso perche' vi erano dei clandestine) risucchiati nel vuoto
perche' si apre lo sportello
posteriore e' frutto dello stesso sistema: aerei vecchi e sovraccarichi, senza
sicurezza. I servizi sanitari sono quasi inesistenti, le scuole pubbliche
pure (il 50% dei bambini congolesi non va a scuola), tanta gente soffre la fame.
Tutto questo e' frutto di decenni di malgoverno e di anni di guerra che ha come
frazionato il paese, e permesso il saccheggio delle sue risorse. In
questa situazione di confusione e violenza, tuttavia, dopo sedici mesi di
incontri con l'aiuto (la spinta) della comunita' internazionale, tra
innumerevoli alti e bassi, si e' giunti all'accordo di Sun City City, in Sud
Africa. Qui il 2 Aprile 2003 i vari gruppi che si facevano la guerra da
quasi cinque anni, hanno siglato l'accordo a comporre un governo di transizione
per la ricostruzione del paese e la preparazione, entro due anni, di elezioni
libere e trasparenti (sarebbero le prime dal 1960).
Il 7 aprile il presidente Joseph
Kabila ha giurato secondo la nuova Costituzione ed ha avviato il processo di
costituzione di un governo di transizione. Speriamo e preghiamo che questo sia
l'inizio di una nuova era per questo sfortunato paese. Ma proprio mentre
ci aprivamo alla speranza ecco giungere la notizia che all'est del Congo, nell'Ituri,
giovedi 3 aprile in tre ore due tribu' (Lendu e Hema) si sono affrontate e si
sono massacrate, si parla di centinaia di morti a colpi di machete e bastoni
(non occorre la bomba atomica o i bombardamenti aerei per uccidere). A
tutt’oggi si combatte in Ituri, specialmente per il controllo della citta' di
Bunia. Si spera che questa tragedia non scoraggi il proseguimento
del processo di pace e ricostruzione. E' certo che il cammino della pace
e' sempre difficile e pieno di ostacoli. Quando sembra di essere arrivati
sorgono nuovi incidenti.
Nonostante questo sfondo, la vita dei missionari della Consolata in Kinshasa
continua. Il nostro gruppo e' composto di 12 preti, 2 Fratelli, 18
studenti di teologia al "teologato Joseph Allamano" ove abito io
e 30 seminaristi di propedeutica e filosofia al "seminario P. Antonio
Barbero". Il nostro gruppo lavora in tre parrocchie e due seminari.
Tutti i lunedi' i missionari che lavorano nelle parrocchie e nei seminari
s'incontrano per sessioni di studio o ritiro spirituale o semplicemente per
stare insieme a chiacchierare, e per il pranzo in comune. Questa frequenza
d'incontri tra di noi crea una bella atmosfera di fraternita'. Il mio
compito specifico e' di lavorare come formatore al nostro teologato Joseph
Allamano, assieme al rettore P. Jose' Tolfo, brasiliano, e insegnare anche
al centro teologico St. Eugene Mazenod ove i nostri studenti frequentano la
teologia assieme ad altri 200 studenti di varie congregazioni religiose.
Come servizio pastorale sono impegnato, alla domenica, per la celebrazione della
Messa in inglese per dei gruppi anglofoni che vivono a Kinshasa, specialmente
una comunita' di Nigeriani e un'altra comunita' ove confluiscono impiegati
dell'ONU o delle ambasciate di paesi anglofoni a Kinshasa. Inoltre ho
trovato un gruppo di coppie dell'Incontro matrimoniale (qui chiamato Mariage
Rencontre) che attraversavano un periodo di bassa per vari motivi e anche per
mancanza di preti che potessero essere disponibili in questo tipo di attivita'.
Da anni il lavorare con le coppie e le famiglie e' la mia priorita' missionaria
(io la chiamo "hobby" perche' non e' solo lavoro ma ricarica
spirituale). Cosi', oltre ad essere disponibile nel dare dei weekend di
formazione alle coppie, ogni Domenica pomeriggio sono impegnato con qualche
gruppo di coppie e famiglie. Stiamo anche preparando una giornata
speciale, il I agosto, per festeggiare il 20mo anniversario dell'inizio del
Mariage Rencontre a Kinshasa.
In conclusione, dopo un anno di vita in Congo, a contatto con la situazione
difficile di tanta gente, sono impressionato dalla loro voglia di vivere
nonostante tutto, dalla loro creativita' per tirare avanti. La Chiesa e'
viva e le parrocchie sono impegnate in tante attivita' di formazione spirituale
e promozione sociale, soprattutto nell'infondere speranza che le cose possano
cambiare. Sento una profonda riconoscenza al Signore che mi ha inviato in
questo paese e desidero esprimere la mia riconoscenza a voi, parenti e amici,
per la vostra amicizia, per la vostra preghiera e anche per l'aiuto finanziario
verso la mia comunita' missionaria, compreso il sostegno del mio lavoro tra le
coppie del MR. Tutte le nostre attivita' in Congo, infatti, sono in gran
parte sostenute dall'aiuto che viene da amici e benefattori come voi. Non si puo' essere
missionari da soli, questa convinzione e' divenuta ancor piu' profonda adesso
che vivo in questo paese disastrato ove esperimento come la missione sia il
frutto della comunione e della solidarieta' di tanti fratelli e sorelle.
Le mie comunicazione con voi tramite posta ordinaria o telefono e' quasi
impossibile: la posta funziona poco ed il telefono e' costoso. Per fortuna mi e'
possibile comunicare via email con molti di voi e questo ci rende piu' vicini.
Inoltre posso persino, via internet, leggere su La Stampa le notizie della
provincia di Cuneo e sapere cosa avviene nei dintorni di casa mia.
Vi assicuro il mio ricordo e la mia preghiera quotidiana. A tutti e a ciascuno
il mio saluto affettuoso e riconoscente.
P. Mario Barbero, IMC
P. S. Coloro che vogliono aiutare il nostro lavoro missionario a Kinshasa
possono inviare le loro offerte a:
Mission Consolata, Corso Ferrucci, 14, 10138 Torino
con questa indicazione "Per P. Mario Barbero, Kinshasa."
Grazie.
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